In fin dei conti…
Stasera dopo essere tornato da Imola sono passato dall’aeroporto giusto in tempo per vedere uno di quei tramonti con un cielo di mille sfumature. C’è da dire che i piloti italiani sono sempre eccezionali: c’erano 3-4 persone in piedi e qualche macchina parcheggiata, e il pilota mette un braccio fuori dal finestrino per salutare la gente, e penso che volesse salutare soprattutto i due bambini che stavano in braccio al papà. Un segno di grande affetto per tutti quelli che stanno li a guardare, come probabilmente loro stessi sono stati da piccoli, lungo una pista, a vedere partire gli aerei.
Sono i piloti Alitalia che hanno ancora un gesto di riguardo nei confronti della gente, loro che forse domani non avranno nemmeno più un lavoro. Si assiste alla distruzione di tutto ciò che era bello… di quei giorni in cui si poteva andare a parcheggiare la macchina dentro l’aerostazione e salire sulla terrazza e stare li a vederli mentre accendevano i motori e partivano, fino all’orario di chiusura. Adesso bisogna andare ad infangarsi nell’unico posto in cui è gentilmente concesso VEDERE. Non si capisce perché ma bisogna stare lontani. L’aeroporto ormai è un posto riservato al turista pagante, all’uomo d’affari, a quello insomma a cui di aviazione non interssa una mazza. Ma poi la gente alla fine ci va lo stesso, perché chi come me è cresciuto sognando di far parte di questo mondo non può fare a meno prima di tornare a casa di fermarsi a vedere decollare almeno un aereo.
Ma io mi chiedo, come fa uno ad appassionarsi in questo modo? Io credo che quelli che lavorano in questo settore facciano parte di una delle poche categorie che lo fanno ancora per passione. Perché per entrarci bisogna volerlo fortemente, qui siamo in Italia. Allora che senso ha allontanare la gente che poi in fin dei conti ti rende un servizio? Perché poi il turista va bene, viene un 11 settembre, ti prende il treno invece dell’aereo e ti fa fallire. Ma la gente che ha passione era là anche il 12 settembre, con i militari che giravano lì con il mitra spianato. Insomma cerchiamo di pensarci a queste cose. Restituiamo questo mondo alla gente che lo ama e non a manager inetti e senza scrupoli.
